Accostarsi alla storia di una singola persona è sempre esercizio complicato, perché con facilità si finisce per scivolare, o meglio, sconfinare, nel giudizio più sterile. Non è compito della storia dare giudizi, ma quello di ricostruire i fatti con tutta l'oggettività possibile e con il più assoluto rispetto, attribuendo il giusto valore alle fonti scritte e alle testimonianze orali, quando ci fossero.
sabato 30 agosto 2025
domenica 6 agosto 2023
Il crocifisso dell'aula consiliare del Comune di Capranica: un'opera di Amblé Sonaglia
di Fabio Ceccarini
domenica 11 giugno 2023
Su alcune vecchie foto pubblicate sulla pagina Facebook “Volti Capranichesi – Tagga l’avo!”
di Fabio Ceccarini
Qualche considerazione su alcune foto che recentemente sono state pubblicate sulla pagina Facebook “Volti Capranichesi – Tagga l’avo!”, prima che scompaiano fagocitate dallo spietato motore del social network.
giovedì 16 giugno 2022
Pier Luigi Nicolini: l’animatore sociale, il politico, il comunicatore
di Fabio Ceccarini
Il 12 giugno 2012, moriva a Capranica Pier Luigi Nicolini. Dieci anni sono un tempo piuttosto importante per far decantare le impurità che spesso si accumulano intorno alla storia delle persone. Ma sono anche il giusto periodo per guardarla col necessario bilanciamento tra un sereno e oggettivo giudizio, e le suggestioni dei ricordi non ancora del tutto attenuate dal passare degli anni. Ecco azzardato, di seguito, un profilo di uno dei protagonisti indiscussi del Novecento capranichese presentandolo da tre determinati e ben definiti aspetti emergenti dalla sua personalità: l’animatore sociale, il politico, il comunicatore.
venerdì 14 gennaio 2022
Il professore e l’allievo: Don Tommaso Porta e Simone Medichini a Capranica.
di Micaela Merlino
Il 18 luglio 1831 era una calda giornata di piena estate e la vita scorreva tranquilla nel piccolo paese di San Giovanni, che a quel tempo contava circa cinquecento abitanti ed era Podesteria dipendente dal Governo di Vetralla.
venerdì 10 dicembre 2021
La Stampa in camicia nera. Un profilo di Alfredo Signoretti a cinquant’anni dalla morte
Il 22 gennaio del 1971 muore a Roma, Alfredo Signoretti. Forse molti cittadini di Capranica hanno sentito il suo nome soltanto nel titolo della locale biblioteca comunale, ma la fama di Signoretti è molto più ampia fuori delle patrie mura di quanto invece non lo sia nel suo Paese natìo. Giornalista e scrittore, il suo lavoro lo porta a dirigere grandi giornali quotidiani nazionali in città lontane dal suo “paesello”, come amava definire Capranica, con relativa e conseguente poca presenza nella vita sociale del Paese. Sicché la sua notorietà ha finito via via per offuscarsi e addirittura perdersi.
venerdì 26 novembre 2021
Caro Vittorio. Ricordo di Vittorio Emanuele Giuntella nel venticinquesimo anniversario della morte.
A 25 anni dalla morte dello storico "etrusco" (e capranichese d'adozione), Capranica Storica gli dedica due articoli. In quello di oggi, Antonio Sarnacchioli, suo più stretto collaboratore capranichese in iniziative e pubblicazioni, attraverso una serie di propri ricordi, intimi e inediti, ne presenta la personalità profonda e coerente di un uomo con "una cultura tanto solida e di una semplicità e umiltà incredibili". Nel primo, uscito la settimana scorsa, Fabio Ceccarini ne ha ripercorso invece le tappe più significative della vita e dell'opera.
venerdì 19 novembre 2021
Vittorio Emanuele Giuntella a 25 anni dalla morte (1996-2021). La vita e l'opera.
di Fabio Ceccarini
A 25 anni dalla morte dello storico "etrusco" (e capranichese d'adozione), Capranica Storica gli dedica due articoli. Nel primo, Fabio Ceccarini ripercorre le tappe più significative della sua vita e della sua opera. Nel secondo - che esce il 26 novembre, giorno prima dell'anniversario della morte - Antonio Sarnacchioli, suo più stretto collaboratore capranichese in iniziative e pubblicazioni, ne presenta attraverso una serie di propri ricordi, intimi e inediti, la personalità profonda e coerente di un uomo con "una cultura tanto solida e di una semplicità e umiltà incredibili".
sabato 24 luglio 2021
E' morto Peppino Ceccarini, pregiato artigiano del ferro

Roma, Via Veneto, cancellata dell'Ambasciata Americana a Roma, in via Veneto (disegno dell'arch. Giuseppe Anichini)
E’ venuto a mancare Giuseppe
Ceccarini, da tutti conosciuto come “Peppino il Fabbro”.
A parte l'inarrivabile estro artistico di Mario “Micchelangelo” Crocicchia, Peppino Ceccarini, è stato per Capranica il fabbro ferraio per eccellenza. Le sue realizzazioni sono ancora sotto gli occhi di tutti e abbelliscono parti assai importanti della nostra cittadina. Come la recinzione e i cancelli del Parco Corrado Nicoli, che Peppino realizzò nel 1990, con la collaborazione del suo più stretto collaboratore, il cognato Pietro Rosa, su un disegno ispirato ai cancelli di Villa Cavalletti, a Grottaferrata, di Fabio Ceccarini e Gabriele Iezzi. Con la Ditta Nicolini, e più tardi con l'erede di questa, la Linea Verde Nicolini, Peppino Ceccarini ha realizzato inferriate di pregio e opere di ferro battuto all’Olgiata, a Casal Palocco, all’Axa, che hanno dato, e danno ancora, lustro all'operosità e alla bravura degli artigiani capranichesi. Sotto la direzione del romano arch. Giuseppe Anichini, sua è la cancellata della nuova sede dell'allora Cassa Rurale e Artigiana, in via Olivares (oggi filiale della Banca di Credito Cooperativo di Roma). E sempre per il disegno di Peppe Anichini, Peppino ha realizzato, nella splendida cornice di Via Veneto, a Roma, la cancellata dell’Ambasciata degli Stati Uniti d’America presso la Repubblica Italiana, forse la sua opera più importante insieme alla recinzione del Parco Nicolini. Con Peppino se ne va un pezzo di storia del 900 capranichese e uno dei massimi esponenti dell'artigianato di pregio della nostra Città.

Cancellata dell'accesso al Parco Pubblico "C. Nicolini" su via A. De Gasperi
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| La cancellata della Cassa Rurale e Artigiana di Capranica (disegno dell'arch. Giuseppe Anichini) |
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CECCARINI, Fabio, «E' morto Peppino Ceccarini, artigiano del ferro di pregio», Capranica Storica, 15/05/2020 - URL: https://www.capranicastorica.it/2022/05/e-morto-peppino-ceccarini-artigiano-del.html
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mercoledì 5 maggio 2021
Da Capranica all'Amazzonia. Ricordo di Padre Luigi Di Stefano nel 50° della morte
di Fabio Ceccarini
I salesiani - si sa - vengono chiamati “don”, come il loro fondatore. Per lui invece è diverso, perché la gente di Capranica lo chiama Padre. Anche se è sacerdote salesiano. E non solo perché è così che è abituata a conoscerlo. Ma anche perché ha scelto di percorrere una strada molto difficile: quella della missione in America del sud, oltre i confini della civiltà, tra gli indios che abitano le fitte e impenetrabili foreste dell’Amazzonia. In effetti, la sua folta barba mal si concilia con l’aspetto di un sacerdote di paese, perché è più consona e adatta alle eroiche figure dei missionari che con coraggio portano il Vangelo di Cristo nelle più lontane e desolate regioni del mondo. Ed i missionari - si sa - per antica tradizione ecclesiastica, vengono chiamati "Padre". Con la maiuscola.
giovedì 1 aprile 2021
E' morto il vescovo emerito di Civita Castellana, S.E. Mons. Divo Zadi
lunedì 25 gennaio 2021
Giornata della Memoria. Isko Thaler: da Ferramonti a Capranica. Un musicista ebreo virtuoso internato in via della Viccinella, 43
di Fabio Ceccarini
Non si hanno stime precise di quanti ebrei sfollati si sono rifugiati nei paesi della Tuscia durante la Seconda Guerra Mondiale. Nelle relazioni trimestrali che il Questore inviava al Ministero dell’Interno durante il 1942, ne risultano 136 di ambo i sessi alla data del 31 marzo; a settembre sono 140 e alla fine delle stesso anno sono incrementati a 155 (Archivio di Stato di Viterbo, fondo Questura). Segno evidente di un esodo in continuo aumento, anche se, in ogni modo, dovevano essere molti di più. Sappiamo infatti che a Capranica ha trovato rifugio almeno una famiglia, quella di Cesare Sonnino (una breve testimonianza di Speranza Sonnino, figlia di Cesare, è contenuta nel numero di novembre 2013 della rivista Shalom).
venerdì 10 aprile 2020
Quando Händel, nel suo viaggio in Italia, si fermò a Vignanello
Georg Friedrich Händel parte per l’Italia nel 1706 su consiglio di Gian Gastone de’ Medici, incontrato ad Amburgo, per apprendere la musica che si faceva nel Bel Paese. Non si sa se Gian Gastone gli finanziò il viaggio, tuttavia Händel partì e, dopo aver toccato Venezia, si diresse a Firenze dove incontrò il fratello di Gian Gastone, Ferdinando. Figlio del regnante Cosimo III, Ferdinando era l’unico più degno della tradizione degli avi per cultura e mecenatismo. Dopo il Rodrigo, rappresentato a Firenze, Händel prosegue per Roma, dove, nel febbraio 1707, si esibì all’organo della Basilica San Giovanni entusiasmando i Romani. Fu stimato da tre porporati della corte pontificia, rispettivamente il cardinale Benedetto Pamphilj, Pietro Ottoboni e Carlo Colonna.
lunedì 23 gennaio 2017
Eugenio Azimonti: un meridionalista a Capranica
di Fabio Ceccarini
Figura ai più sconosciuta, Eugenio Azimonti ricopre invece un posto di grande rilievo nel movimento di rinascita e di progresso del Mezzogiorno d’Italia che vedeva in Giustino Fortunato, Umberto Zanotti Bianco, Antonio De Viti De Marco, Manlio Rossi-Doria, nonché nel Giornale d’Agricoltura della Domenica e nell’Unità di Gaetano Salvemini le sue voci più autorevoli. In questo ambito l’Azimonti seppe però aggiungere alla lotta politica e delle idee anche l’impegno diretto contribuendo direttamente all’elevazione delle realtà rurali del meridione.
domenica 15 gennaio 2017
Everso dei Conti dell'Anguillara. Chi era davvero?
di Fabio Ceccarini
Everso dell'Anguillara, Conte di Anguillara Sabazia, Signore di Cerveteri, Anguillara Sabazia, Carbognano, Caprarola, Ronciglione, Capranica, Vetralla e Santa Severa, rappresenta il classico esempio di signore dispotico e gretto, assolutamente slegato dalle evoluzioni socio-culturali che attraverso l'Umanesimo traghettano il medioevo verso la modernità. Una personalità controversa tout-court forse non ancora completamente indagata dagli storici. Ma chi era Everso dell'Anguillara? Un valoroso condottiero? Uno scaltro opportunista e voltagabbana politico? Uno spietato assassino? Cerchiamo insieme di ripercorrere in questo articolo i tratti salienti della sua personalità.











